Tribunale di Roma

SENTENZA

n. 7659/2020, pubbl. 26/05/2020

(Giudice Relatore: dott. Vittorio Carlomagno)

nella causa civile di 1° grado iscritta al n. 42505 del ruolo contenzioso generale dell’anno 2016 trattenuta in decisione all’udienza del 29.05.19

tra

Se. Ma. ditta individuale, P.Iva (…), rappresentata e difesa dall’avv. Massimo Stefanutti, elettivamente domiciliato presso l’avv.

Livio Vardanega con studio in Roma, piazza Istria 12,

– attore –

e

RAI – RADIOTELEVISIONE ITALIANA S.p.A., (…),

rappresentata e difesa dall’avv. prof. Massimo Proto e dall’avv. Giovanni Fabiani, ed elettivamente domiciliata presso lo studio in Roma, via L. Spallanzani, 22.

– convenuto –

conclusioni per parte attrice:

Accertato e dichiarato l’utilizzo illegittimo delle fotografie di cui in premessa da parte della convenuta RAI, in violazione del diritto di comunicazione al pubblico e riproduzione in capo all’attore, anche con violazione del diritto morale di autore:

– inibire alla convenuta l’utilizzo – in qualunque forma – delle immagini di cui è causa;

– condannare la convenuta alla rimozione delle immagini da qualunque sito o pubblicazione cartacea, anche di terzi;

– condannare la convenuta al risarcimento del danno, per danno emergente, lucro cessante ed ogni altro danno che sarà provato, anche alla mera immagine e professionalità dell’attore, nella somma che sarà quantificata in corso di causa, oltre rivalutazione ed interessi dalla data dell’illecito al saldo, comunque non inferiore ad E 10000,00, per il danno patrimoniale ed E 5000,00 per la violazione dei diritti morali, anche in via equitativa;

– disporre, altresì, a titolo di risarcimento del danno, la pubblicazione della sentenza integrale (o di parte di essa nella quale si comprenda la motivazione ) sul sito online di (…) e sui giornali cartacei La Repubblica e Il Corriere della Sera, a cura e spese della convenuta.

conclusioni per parte convenuta:

disattesa ogni contraria istanza, eccezione e deduzione, rigettare le domande formulate dal Signor Ma. Se., siccome infondate in fatto e in diritto e in ogni caso non provate.

Con vittoria di spese e compensi di avvocato, oltre accessori di legge e rimborso forfetario nella misura del 15% (ai sensi dell’art. 2 D.M. 10 marzo 2014, n. 55).

RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE

Parte attrice deduce, a fondamento delle domande in epigrafe:

di essere un fotografo professionista e di avere realizzato il 7.06.14, nel corso di una operazione di salvataggio nel canale di Sicilia, una fotografia rappresentante un barcone di migranti, in mare, ripresa dall’alto;

che tale foto ha carattere creativo ed è stata premiata al World Press Photo 2014 con il secondo premio per la sezione “General News” ed era stata distribuita, dall’organizzatore, solo per la comunicazione collegata al premio;

che tale foto è stata mandata in onda senza il suo consenso dalla convenuta RAI, in data 21.4.2015, alle ore 13.20, nel corso del telegiornale TG1, alle spalle del conduttore, e nel programma “TG3 Linea notte” del 19.2.2015.

La convenuta contesta che l’attore abbia provato di essere l’autore della fotografia, contesta che questa abbia carattere creativo, eccepisce l’assenza delle indicazioni necessarie per la tutela della fotografia semplice, eccepisce l’esimente di cui all’art. 65 L.A., e l’assenza da parte propria di dolo o colpa.

La causa è stata istruita con la documentazione prodotta dalle parti: il giudice istruttore ha rigettato la richiesta di prova per testi proposta da parte attrice.

La titolarità dei diritti sulla fotografia in capo all’attore, derivanti dalla sua qualità di autore della stessa, si desume dall’indicazione del suo nome e dell’anno accanto alla stessa sul sito di World Press Photo e sul suo sito personale, che nelle foto digitali pubblicate sul web soddisfa il requisito di cui all’art. 90 L.A.

La fotografia deve essere qualificata come “fotografia semplice”.

Come è noto la disciplina italiana della tutela del diritto d’autore sulle opere fotografiche contempla attualmente, a seguito della modifica di cui al DPR n. 19/1979, tre ipotesi: 1) le opere d’ingegno che ricadono sotto la previsione dell’art. 2 n. 7 L.A. e che godono della tutela d’autore ai sensi degli artt. 12 e ss., 20 e ss. e 171 e ss.; 2) le fotografie semplici, vale a dire le “immagini di persone o di aspetti, elementi o fatti della vita naturale o sociale”, prive del carattere creativo, pur essendo caratterizzate da una qualche attività personale del fotografo, quanto meno nella ricerca del soggetto da fotografare, e tutelate, più limitatamente, ai sensi degli artt. 87 e ss. L.A., come tipici diritti connessi; 3) le fotografie di “scritti, documenti, carte di affari, oggetti materiali, disegni tecnici e prodotti simili”, prive di tutela ex art. 87, 2° comma L.A.

Ai fini della distinzione tra la prima e la seconda categoria di fotografie meritevoli di tutela, occorre verificare se sussista o meno un atto creativo, che sia espressione di un’attività intellettuale preponderante rispetto alla tecnica materiale (Sez. 1, Sentenza n. 7077 del 05/07/1990, Sez. 1, Sentenza n. 8186 del 1992 , Sez. 1, Sentenza n. 8425 del 21/06/2000 ), così che la modalità di riproduzione del dato fotografato trasmetta un messaggio ulteriore e diverso rispetto alla visione oggettiva di esso, rendendo una soggettiva interpretazione che permetta di individuare l’opera tra le altre analoghe. La fotografia è creativa quando è capace di evocare suggestioni o comunque di lasciare trasparire l’apporto personale del fotografo e non si limiti a riprodurre e documentare determinate azioni o situazioni reali. L’apporto creativo deve potersi desumere da una precisa attività del fotografo, volta o alla valorizzazione degli effetti ottenibili con l’apparecchio (inquadratura, prospettiva, cura della luce, del tutto peculiari) o alla scelta del soggetto (intervenendo il fotografo sull’atteggiamento o sull’espressione, se non creando addirittura il soggetto stesso), purché emerga una prevalenza del profilo artistico sull’aspetto prettamente tecnico. In sintesi la professionalità nella cura dell’inquadratura e la capacità di cogliere in modo efficace il soggetto fotografato non sono sufficienti a qualificare la fotografia come creativa, essendo invece a questo fine necessarie anche la originalità e la creatività della fotografia (Trib. Milano, Sezione specializzata in materia di impresa, 24 settembre 2015, Aida 2015, II.111/2).

Nel caso in esame l’oggetto della fotografia e le modalità in cui è stata realizzata, da un elicottero della Guardia di Finanza impegnato in una operazione di salvataggio, depongono per la sua inclusione nella categoria del reportage fotografico; né si evincono dalla stessa elementi di segno diverso, rivelatori della sua natura artistica, quali, indicativamente, la predisposizione dello scenario, l’impiego di modelli, la scelta di determinate particolari condizioni ambientali e metereologiche, la realizzazione di effetti particolari, in larga parte incompatibili con le circostanze in cui è stata eseguita. La partecipazione al World Press Photo non costituisce elemento di segno contrario, trattandosi, come dice il nome, di un concorso relativo a fotografie di carattere giornalistico.

L’utilizzo della fotografia da parte della convenuta e l’assenza del consenso da parte dell’autore sono pacifiche.

La possibilità che la fotografia circolasse in rete senza l’indicazione del nome del suo autore non costituisce elemento che possa esimere da responsabilità la RAI, che non può non essere consapevole della necessità di rispettare il diritto di autore, e la cui difesa sul punto si è limitata ad affermare che era astrattamente possibile (ed anzi sarebbe verosimile) che essa abbia estratto l’immagine da un sito non recante l’indicazione dell’autore.

Ma è evidente che in tal modo la convenuta non ha specificamente dedotto alcuna circostanza specifica da cui si possa desumere la sua buona fede e che tale non si potrebbe comunque considerare la semplice presenza della fotografia nella rete senza l’indicazione dell’autore, che in nessun modo poteva fare presumere che questa fosse di pubblico dominio (sull’onere di diligenza a carico dell’operatore professionale v. Cass. Sez. 3, Sentenza n. 8730 del 15/04/2011, citata da parte attrice, secondo cui l’esercente di rete televisiva ha l’onere di conoscere la provenienza dei diritti di cui faccia uso e la regolarità degli atti di cessione tramite i quali tali diritti sono trasmessi, non assumendo rilievo scriminante la circostanza che il dante causa abbia fornito rassicurazioni sul pacifico godimento dell’opera).

Non sussiste l’esimente di cui all’art. 65 comma secondo L. A. invocata dalla convenuta.

Secondo tale disposizione, “La riproduzione o comunicazione al pubblico di opere o materiali protetti utilizzati in occasione di avvenimenti di attualità e’ consentita ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca e nei limiti dello scopo informativo, sempre che si indichi, salvo caso di impossibilità, la fonte, incluso il nome dell’autore, se riportato.”

È evidente che la disposizione si riferisce all’ipotesi in cui sia presente un nesso specifico fra il fatto o l’evento che costituisce l’oggetto del diritto di cronaca e l’opera tutelata, come nell’esempio di un servizio televisivo su una mostra d’arte; tale nesso è evidentemente assente nel caso in esame, essendo stata la fotografia utilizzata, genericamente, in funzione illustrativa della tematica generale dell’immigrazione attraverso il cacale di Sicilia.

La violazione dei diritti di utilizzazione economica spettanti all’attore comporta a carico della convenuta l’obbligo di risarcire il danno ex art. 158 L.A., compreso il danno morale, richiamato dal comma 3.

Parte attrice ha prodotto le tariffe della Tau-visual e della Siae relativamente al prezzo di cessione delle foto in una normale compravendita (o licenza d’uso) di mercato, in base alle quali, prendendo a riferimento la categoria Quotidiani – Riviste -periodici , con formato poster superiore a 40×60, e con tiratura oltre i 1200000 esemplari, ha quantificato un importo di euro 15600,00 per danno patrimoniale.

Ritiene il collegio che se la tariffa richiamata può apparire adeguata alla natura ed alla diffusione della testata che ha realizzato l’illecito, essa però appaia sproporzionata al tipo di utilizzo, come mero sfondo alle spalle del conduttore, e che sia congruo quindi l’importo di euro 7500,00 a titolo di danno patrimoniale, oltre euro 3750,00 a titolo di danno morale (50% del danno patrimoniale), ed interessi legali e rivalutazione monetaria dalla data di cessazione dell’illecito. Il danno all’immagine ed alla professionalità è stato dedotto in termini del tutto generici e quindi non può essere riconosciuto.

Le altre domande devono essere rigettate: quella di inibitoria non è sorretta da un interesse attuale; quella di condanna alla rimozione dell’immagine dal sito della Rai o da pubblicazioni cartacee appare indeterminata; la pubblicazione della sentenza non appare misura proporzionata all’entità dell’illecito.

Le spese di lite, liquidate come in dispositivo, seguono la soccombenza.

P.Q.M.

Il Tribunale di Roma, Sezione Specializzata Tribunale delle Imprese, definitivamente pronunciando, così provvede:

condanna la convenuta RAI – RADIOTELEVISIONE ITALIANA S.p.A. al pagamento in favore dell’attore della somma di euro 11.250.00 oltre rivalutazione monetaria ed interessi legali sulla somma annualmente rivalutata dal 22.04.15;

rigetta nel resto le domande di parte attrice;

condanna la convenuta RAI – RADIOTELEVISIONE ITALIANA S.p.A. alla rifusione in favore dell’attore delle spese di lite, che liquida in euro 5000.00, oltre IVA, CPA, rimborso spese generali.

Così deciso nella camera di consiglio dell’8 maggio 2020 in Roma

Depositata in cancelleria il 26 maggio 2020